Gli abitanti delle cooperative di Macchia Giocoli si dicono le vittime della situazione.
La loro, una storia fatta di carte bollate, soldi spesi e preoccupazioni. Un Comune storicamente incapace di fare gli espropri.
Il Consiglio di Stato dice però che devono pagare quei terreni al Comune. Soldi che potrebbero essere utili al bilancio. Come andrà a finire? I residenti che ci hanno contattato si dicono disposti a pagare il giusto, non i costi esorbitanti dovuti agli errori dell'Amministrazione.

Ancora una volta questo articolo di Controsenso dimostra che Mario Petrone scrive senza conoscere la vicenda e i suoi risvolti.
RispondiEliminaE' difficile chiarire le idee a chi non vuole ascoltare!
Un giornale serio avrebbe sentito la necessità di ricostruire la storia anche giudiziaria di Macchia Giocoli e, prima di cercare di informare i propri lettori, acquisire la conoscenza dello stato dell'arte.
Per esempio non è possibile mettere in dubbio il fatto che non sia stata avanzata la richiesta del pagamento ai soci delle cooperative. Alla fine l'articolo sembra voler accusare i cinque soci che hanno parlato con Petrone di essere loro gli ignoranti o, meglio, di essere disinformati perché la richiesta sarebbe stata avanzata ai loro legali.
La verità è che il Comune non ha avanzato ancora la richiesta di pagamento ai soci. Ma aggiungiamo che anche se fosse avanzata tale richiesta pochi sarebbero i soci in grado di soddisfare pretese esorbitanti.