Negli scorsi giorni i soci assegnatari delle Cooperative Macchia Giocoli si sono visti recapitare delle lettere in cui, con tono minaccioso, il Comune di Potenza intimava loro di acquisire i terreni sui quali le Cooperative avevano costruito. Alla cifre proposta per l'acquisto, nell'ordine di € 25.000,00 in media, erano, curiosamente, da aggiungersi interessi e rivalutazione a partire dall'ottobre 2014, data della Determina Dirigenziale n. 190/14, conseguente alla Delibera Consiliare n. 121/1. I soci erano, pertanto, invitati a prendere i preliminari necessari contatti con gli Uffici della U.D. Patrimonio, Manutenzioni Patrimonio Edilizio, Sicurezza Luoghi di Lavoro entro 20 giorni dal ricevimento della missiva, con l'espresso avvertimento che, in difetto di accettazione, il Comune di Potenza, ritenendosi proprietario per accessione anche degli alloggi, avrebbe proceduto ai sensi degli art. 934 e 936 c.c.;
Gli abitanti di Macchia Giocoli, non avendo alcuna ragione di debito nei confronti dell'Amministrazione, premesso che, secondo le sentenze passate in giudicato, il Comune di Potenza è l'unico responsabile dei danni prodotti ai Giocoli e l'unico soggetto condannato a pagarli, contestano integralmente i presupposti su cui si fondano i suddetti atti. In particolar modo non riconoscono nella maniera più assoluta alcuna titolarità, in capo al Comune di Potenza, sui suoli di cui all'oggetto, che considerano esplicitamente di propria esclusiva proprietà. In conseguenza di ciò le richieste dell'Amministrazione e l'impostazione logico giuridica da cui queste discendono, sono da ritenersi pretestuose, illogiche ed infondate volte soltanto a scaricare in maniera artificiosa sui cittadini le conseguenze economiche di un risarcimento danni che il Comune, in via esclusiva, è stato condannato a corrispondere. Al proposito infatti si fa notare che la delibera consiliare, nella parte in cui dichiara che il Comune, proclamandosi proprietario per accessione degli alloggi, in caso di mancato acquisto dei terreni da parte dei soci procederà ai sensi degli art. 934 e 936 c.c., risulta palesemente artificiosa, ambigua e contraddittoria Nel caso di specie, infatti, l'accessione riguarderebbe le opere fatte dalle cooperative, con materiali propri e con la piena conoscenza ed esplicito assenso del presunto proprietario dei suoli, il Comune di Potenza, il quale per sua stessa ammissione rilasciava “valide concessioni”. Da ciò deriva che il proprietario del suolo avrebbe senz'altro il diritto di tenersi la costruzione ma, al contempo, il dovere di pagare, una somma pari al maggior valore conseguito dal suolo. Con la ovvia ed unica conseguenza che l'Amministrazione Comunale dovrebbe immediatamente procedere al pagamento delle somme di cui sopra. L'accessione, infatti, come noto, opera ope legis, id est di diritto, in assenza di alcuna possibilità volitiva da parte del proprietario del suolo, facendo sorgere un diritto di credito a favore del costruttore del manufatto. Allo stato, pertanto, se le premesse della delibera consiliare fossero da considerare come vere, i soci delle cooperative avrebbero e potrebbero esigere un credito nei confronti del Comune di Potenza. Non certamente non il contrario.
In conseguenza di ciò, l'Amministrazione avrebbe dovuto iscrivere, alla voce “uscite”, la cifra corrispondente il valore effettivo degli alloggi, complessivamente considerato. Allo stato, sulla base dell'impostazione data da questo Comune all'intera vicenda, non vi è alcun diritto di credito dell'Amministrazione comunale con riguardo alla vicenda Macchia Giocoli, bensì, la medesima Amministrazione si è posta in una posizione debitoria nei confronti dei soci assegnatari. E su questo è bene che si faccia chiarezza.
Né si può dire che la sentenza del Consiglio di Stato n. 1883/2014, con la quale si sancisce la legittimità della citata delibera, sia costitutiva di alcuna pretesa creditoria da parte dell'Amministrazione.
Nonostante ciò, pur non riconoscendo ed, anzi, contestando esplicitamente le richieste e le ragioni addotte dall' Amministrazione Comunale, non avendo alcuna posizione debitoria nei confronti del Comune di Potenza, i soci assegnatari hanno più e più volte manifestato la propria disponibilità a definire, una volta per tutte, a stralcio ed in via bonaria, la suesposta vertenza ed ad addivenire ad un accordo di natura transattiva, che sarebbe soprattutto nell'interesse del Comune, il quale, pur non avendo alcuna ragione di credito potrebbe comunque realizzare una cospicua liquidità.
Nonostante sia passato più di un mese dai primi abboccamenti e dall'offerta fatta, formalmente, dai soci assegnatari, nessun atto concreto è stato posto in essere dal Comune di Potenza nonostante l'impegno preso dal Sindaco. Un comportamento di difficile comprensione, quello dell'Amministrazione, che da un lato si ritiene immotivatamente creditrice e dall'altro approva atti, in maniera tanto approssimativa e confusionaria da mettersi con le proprie mani in una situazione nella quale, non solo non avrebbe diritto ad incassare alcunché ma, addirittura, dovrebbe affrontare un nuovo considerevole esborso, con un bilancio già in dissesto.
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