28 aprile, 2014

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


Ciao a tutti.

Leggo e condivido quasi interamente la lettera del nostro Pasquale L., aggiungendo che ho scritto privatamente al nostro attuale sindaco Pietro Campagna, visto che lui in questo momento riveste il doppio ruolo, paradossale, di amministratore e macchia giocolese, ma in risposta ho ricevuto solamente "datemi almeno il tempo di parlare con gli uffici" 
Fine.
E' chiaro che in questo momento sono tutti più impegnati a pararsi il sedere che a pensare ad un rione periferico, credo che anche l'idea di restituire le tessere elettorali ( peraltro sono convinto che non sarebbe assolutamente un'azione di massa ma di poche decine di persone che non devono ringraziare nessuno...) sia molto limitante ai fini di una possibile risoluzione. di fronte a quasi sei milioni di euro pochi voti in meno non fermeranno l'azione dei dirigenti comunali, che  per giunta dei voti se ne importano poco in quanto già ben sistemati.
Il problema assume invece proporzioni molto seriose, perchè di fronte a questa sentenza del consiglio di stato c'è ben poco da fare in termini legali. 
A questo punto le soluzioni possibili sono altre, e cioè: 
Sollecitare la Regione affinchè si faccia carico del problema, anche in termini economici, e possa eventualmente decidere un intervento.
Andare a Roma a parlare con qualche rappresentante del parlamento affinchè la questione salga agli onori anche della cronaca nazionale, non solo giornalisticamente parlando ma anche politicamente.
Ricordatevi che siamo due rioni interi ( e fra breve lo stesso problema si presenterà per gli abitanti di Macchia Romana, vittime dello stesso raggiro )  e mi sembra "Pericoloso" per il comune venire a mettere per strada centinaia di persone, valutando una casa pagata oltre 200mila euro al valore del rustico, cioè forse 70/80 mila euro, espropriandola per poi rivenderla prob allo stesso proprietario in cambio del pagamento del suolo che si aggira, se i conti non mi ingannano, a oltre CINQUANTAMILA euro a nucleo familiare.
Chiaramente chi intendesse risolvere la questione privatamente donando questi soldi alle casse comunali può farlo liberamente. Noi, che abbiamo peraltro già pagato ed è dimostrabile, e al comune lo sanno bene, nn intendiamo farci derubare nuovamente.
Un'altra soluzione potrebbe essere il pagamento in forma dilazionata della quota ad esempio per decine di anni, tipo a 500/1000 euro all'anno, qualora non si dovesse raggiungere in nessun modo altro compromesso. Ricordiamoci che Vito Santarsiero, anni fa, propose una soluzione molto vantaggiosa per il rione, ma qualcuno non solo non ha accettato ma ha addirittura chiesto i danni. E questo è il risultato attuale.
L'associazione LIBERA, con la quale ho parlato pochi giorni fa, ci darebbe il suo appoggio totale in un'azione di protesta pubblica. Credo sia giunto il momento di far sentire la nostra voce, dopo trent'anni di mutui e ladronerie varie, visto che in comune erano molto bene al corrente di tutti i macelli e le manovrine, quindi tocca farsi sentire, a gran voce e con serietà.
Vi saluto tutti affettuosamente

Renato P.

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